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Conty Gian Contardo Colombari
Ciao, Claudio!
post pubblicato in Diario, il 18 agosto 2018

Il destino o la coerenza di vita o entrambe le cose insieme hanno sempre tenuto lontano Claudio Lolli dalle luci della ribalta.

C'è qualcosa di eroico, di silenziosamente eroico, nel realizzare capolavori, di qualunque tipo essi siano, ignorato dai più, non "premiato" secondo i propri meriti.

Cantautori, poeti, del suo stesso livello si erano accorti della sua grandezza. Come Guccini, che di Lolli adattò la canzone Keaton e la inserì nell'album Signora Bovary.

A volte essere "di nicchia" non significa isolarsi presuntuosamente dagli altri, significa solo essere ignorati dagli altri. Da quasi tutti gli altri.

Eppure, anche nel dividere la propria attività fra musica, scritti e insegnamento nei licei c'è qualcosa di grande:c'è l'umiltà di cercare più vie per dare il proprio contributo al mondo.

Di artisti, persone di Cultura come Claudio Lolli, che passano la vita in un quasi totale anonimato, che più che condannarli all'esclusione dal grande successo li salva da esso, ce ne sono tanti. Basta saperli riconoscere, basta saperli trovare.

E sono persone che vivono una vita piena, creativa e quindi appagante. Sono persone che, al contrario del protagonista di una canzone di Lolli, non cominciano a vivere forte solo andando incontro alla morte.


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